Un metodo per squalificare l'avversario in politica e la cosiddetta "reductio ad hitlerum" nella quale si compara l'avversario a Hitler. In teoria questo ragionamento è fuorviante. Una cosa è giusta o sbagliata indipendentemente se a Hitler piacesse o meno. In pratica, però nessuno vuole filarsi Hitler e si tenta di assimilare le sue idee a quelle dell'avversario. Un esempio riguarda le sue convinzioni religiose, nella quale credenti e non, si accapigliano per dimostrare che Hitler era pagano, ateo o cristiano. Da certi ambienti anticlericali si è fatta passare l'idea che fosse cattolico. Sebbene nominalmente sia vero (era stato battezzato), in realtà si era distaccato presto dalla sua religione d'infanzia provando ad arrivare per essa un vero e proprio odio. Se è vero che alcuni storici critichino l'atteggiamento di Pio XII e della chiesa, nessuno nega che nella Germania nazista la Chiesa Cattolica era perseguitata. I nazisti non potevano tollerare che si potessero propagare insegnamenti contrari alle loro idee e, dopo la lotta agli ebrei, anche la Chiesa sarebbe dovuta scomparire.
Ecco in sintesi le principali operazioni svolte dal nazismo per scristianizzare la Germania:
- distruzione dei mezzi che la chiesa aveva per educare i giovani come le scuole confessionali e le organizzazioni giovanili.
- campagne svolte per gettare discredito contro il clero in particolare i "processi per la moralità" nella quale i membri del clero erano accusati di infrangere le leggi per le valute estere e di perversioni sessuali.
- rimozione dei crocifissi dalle aule pubbliche e tentativi di sostituire le festività cristiane con cerimonie naziste.
- Occupazione di conventi ed espulsione dei religiosi.
- Diffusione di ideologie anticattoliche come "Il mito del xx secolo" di Alfred Rosenberg.
Concludo questo post inserendo una frase di Hitler annotata proprio nel diario di Rosenberg. "La grande lotta per l'assoluta supremazia dello Stato sulla Chiesa prosegue, noi abbiamo il compito di portare avanti il combattimento dei grandi imperatori tedeschi contro i papi e di condurlo a buon fine. La Chiesa vi si rifiuta, e allora si dovrà riconsiderare la tattica, non la decisione di sottometterla: se cioè si dovrà tagliare una vena dopo l'altra o condurre una lotta aperta" (cit. in G. Miccoli, I dilemmi e i silenzi di Pio XII, cit. pag. 130)
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